COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

COMUNICATO STAMPA

Fisco  - Termini dichiarazioni

Dottori commercialisti e Ragionieri : “Chiusura Grandi è una provocazione”

Il Governo cerca lo scontro con 100mila professionisti

I nostri iscritti pronti a clamorose forme di protesta

 

Roma, 1 giugno 2007 -  “L’intransigenza del sottosegretario Alfiero Grandi nell’escludere ogni ipotesi di rinvio dei termini per la trasmissione delle dichiarazioni dei redditi è avvertita dai dottori commercialisti e dai ragionieri come una vera e propria provocazione ed una forma irrazionale di miopia politica. Non resta perciò che prendere atto, se questa ingiusta posizione non verrà presto rimossa dal Governo (il provvedimento è assunto dal Presidente del consiglio dei ministri), che si vuole deliberatamente lo scontro aperto con 100mila professionisti economici. Scartando ogni ipotesi di ragionevole soluzione del problema l’esecutivo ignora il malessere e le difficoltà in cui operano i professionisti, che abbiamo in ogni modo espresso in queste settimane e che sono riconducibili proprio alla confusione ed all’ingorgo legislativo delle manovre di fine anno ed ai ritardi per apprestare gli strumenti necessari per procedere in sicurezza agli adempimenti numerosi e talora inutili. La rabbia dei nostri iscritti potrebbe trasformarsi in forme di protesta che possono paralizzare la macchina dell’amministrazione finanziaria se dovessero rinunciare ad effettuare l’invio telematico, preferendo consegnare in massa le dichiarazioni a banche e poste”.

 

E’ quanto affermano in una nota congiunta il presidente del Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti, Antonio Tamborrino e il presidente del Consiglio nazionale dei ragionieri, William Santorelli.

 

“E’ sbalorditiva – affermano Tamborrino e Santorelli – la assoluta mancanza di duttilità politica dimostrata in questa vicenda dall’esecutivo, soprattutto in un momento così delicato della sua esistenza.  Abbiamo spiegato in tutti i modi possibili come la richiesta di un rinvio dei termini nasca da esigenze concrete e comprensibili e non da un capriccio. Gli studi dei commercialisti italiani si trovano a fare i conti contestualmente con norme nuove e termini anticipati caparbiamente difesi e che non sono accettabili perché non lasciano un margine di tempo utile per operare correttamente. Ministero e Agenzia delle Entrare conoscono nel dettaglio lo stato di sofferenza dei nostri iscritti. Non tenerne conto, ignorare così platealmente il malcontento che le scelte di politica fiscale dell’esecutivo producono, può significare solo che il Governo è insensibile ed arrogante ed ha ormai scelto deliberatamente lo strada dello scontro. Ciò è tanto più sorprendente dal momento che ampi settori della stessa maggioranza e dell’Agenzia parrebbero intenzionati ad unificare i termini delle dichiarazioni al 30 settembre, comprendendo evidentemente le nostre ragioni”.

 

“I nostri due Consigli – concludono Tamborrino e Santorelli – sono subissati da una valanga di mail e fax di protesta nei confronti del viceministro Vincenzo Visco. Un’esasperazione che accresce di giorno in giorno la volontà di intraprendere iniziative di protesta clamorose volte a rallentare il funzionamento della macchina dell’amministrazione fiscale. Speriamo ci sia ancora da parte del Governo la lucidità politica necessaria per evitare uno sbocco del genere”.

 

 

Fabio Pisani, ufficio stampa dottori commercialisti, 337.

Mauro Parracino, ufficio stampa ragionieri, 334.3837514