COMUNICATO STAMPA

 

Santorelli (Ragionieri): “Dal presidente dei dottori commercialisti inaccettabile arroganza. Sulla Cassa toccato un nervo scoperto”

 

Roma, 1 agosto 2007 - “Le affermazioni del presidente del Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti, oltre che del tutto arbitrarie e infondate, hanno ancora una volta un tono arrogante del tutto intollerabile. Chi lavora alacremente e pretestuosamente per far saltare l’Albo unico – anche a pochi giorni dal decreto ministeriale di indizione delle elezioni per il consiglio nazionale - risponderà di questa scelta davanti al Parlamento, che l’unificazione delle professioni contabili votò pressoché all’unanimità, davanti ai 1500 consiglieri degli Ordini locali del nuovo Ordine eletti lo scorso 31 maggio e, soprattutto, davanti a 100mila professionisti economici che credo siano a questo punto letteralmente nauseati da uno spettacolo indecoroso messo in scena da troppo tempo”.

 

E’ quanto afferma in una nota William Santorelli, presidente del Consiglio nazionale dei ragionieri commercialisti.

 

“Le affermazioni dell’evidentemente distratto presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti – afferma Santorelli –, mi costringono a ricordare per l’ennesima volta che l’articolo 59 della legge 139/2005 istitutiva dell’Albo unico recita testualmente che “a fare data dal 1º gennaio 2008, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, già istituito a norma del decreto del presidente della Repubblica 27 ottobre 1953, n. 1067, e il Consiglio nazionale dei ragionieri e periti commerciali, già istituito a norma del decreto del presidente della Repubblica 27 ottobre 1953, n. 1068, sono soppressi e che a decorrere dalla medesima data, è istituito l'ente pubblico non economico denominato Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili”. Quella dei dottori commercialisti e degli esperti contabili – sostiene Santorelli - è dunque inequivocabilmente una nuova professione. E’ questa l’unica cosa di cui i ragionieri prendono atto. La leggerezza con la quale il presidente dei dottori commercialisti crede invece di poter interpretare a suo piacimento la legge è sinceramente sbalorditiva. Tanto più che egli conosce bene, perché ne fu uno degli artefici, il lungo lavoro di labor limae con il quale si giunse a quel testo”.

“E’ per questo motivo – prosegue Santorelli – che è del tutto legittimo, come fanno i vertici della Cassa dei ragionieri, interrogarsi sul futuro previdenziale degli iscritti alle due categorie e su quello dei rispettivi enti di previdenza. Non sta a me commentare le affermazioni fatte dal presidente Paolo Saltarelli, ma dalle reazioni che hanno suscitato mi sembra di capire che hanno toccato un nervo scoperto”.

 

“E’ quindi sorprendente – conclude Santorelli – il livore con il quale il presidente Tamborrino, in perfetta solitudine, minaccia di bloccare, a tanti anni ormai dall’intesa raggiunta, il processo di fusione delle due categorie. Ognuno risponde della sua coerenza. I ragionieri ribadiscono che condizione irrinunciabile per la nascita del nuovo Ordine è la pari dignità tra tutti”.

 

Mauro Parracino

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