COMUNICATO STAMPA

 

Esclusiva immobili ai notai

Santorelli (Ragionieri): “Vicenda dannosa per tutte le professioni”

“Cup inadeguato. Riorganizzare la rappresentanza.

Coordinamento permanente tra le professioni economiche e giuridiche

 

Roma, 8 giugno 2007 – “La vicenda relativa all’esclusiva per i notai sulla cessione degli immobili è una sconfitta per tutto il sistema ordinistico, che continua a dare di sé un’immagine chiusa e corporativa. Ci si scontra pubblicamente su riserve ed esclusive e si è poco attenti ad interloquire con i reali interessi dei cittadini-utenti, con la loro esigenza di tutela che solo i professionisti possono garantire. Ci vorrebbe un luogo di confronto e di ascolto reciproco tra le diverse professioni, una camera di compensazione nella quale elaborare soluzioni condivise e praticabili. Questa funzione potrebbe e dovrebbe essere svolta dal Cup, il quale però appare, una volta di più, un organismo inadeguato a svolgere un ruolo di coordinamento efficace”.

 

Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio nazionale dei Ragionieri, William Santorelli, il quale sostiene che a questo punto si pone con forza il tema di un coordinamento permanente tra le professioni dell’area economico-giuridica: ragionieri e dottori commercialisti, consulenti del lavoro, avvocati e notai.

“Pur con le loro peculiarità – sostiene Santorelli – , le nostre cinque realtà, operanti in una grande, comune area dei servizi professionali, sono unite dalla necessità di fornire alla collettività assicurazioni e garanzie in termini di qualità delle prestazioni. D’ora in avanti bisogna evitare scontri come quello di questi giorni o come quelli, che avevano però natura endocategoriale, avutisi sull’albo unico dei commercialisti e creare invece un clima di collaborazione e di rispetto reciproco. Altrimenti si rafforza nell’opinione pubblica la sensazione che gli Ordini professionali si accapiglino solo per i difendere i loro interessi corporativi. Non è – prosegue Santorelli – una questione di immagine, ma di sostanza. Il rispetto e la fiducia nei confronti del sistema ordinistico cresceranno solo quando esso riuscirà a dimostrare con i comportamenti quotidiani di essere in grado di anteporre alle proprie pur legittime istanze quelle della collettività”.

 

“A monte – conclude Santorelli- c’è un problema di rappresentanza delle professioni. Il Cup si è perso in mille rivoli che ormai operano senza coordinamento e senza strategie condivise e non è riuscito a centrare quello che doveva essere il suo obiettivo storico: fare delle professioni una parte sociale ascoltata al pari di sindacati e imprenditori. Deriva anche da questa sconfitta la debolezza delle professioni nei confronti della politica e dei suoi progetti di riforma e la fatica con la quale il sistema ordinistico fa fronte alle accuse di quanti lo definiscono superato ed anacronistico”. 

 

Mauro Parracino, ufficio stampa ragionieri, 334.3837514