COMUNICATO STAMPA
Esclusiva immobili ai notai
Santorelli
(Ragionieri): “Vicenda dannosa per tutte le professioni”
“Cup inadeguato. Riorganizzare la
rappresentanza.
Coordinamento permanente tra le
professioni economiche e giuridiche”
Roma, 8 giugno 2007 – “La vicenda relativa all’esclusiva per i notai sulla
cessione degli immobili è una sconfitta per tutto il sistema ordinistico, che
continua a dare di sé un’immagine chiusa e corporativa. Ci si scontra
pubblicamente su riserve ed esclusive e si è poco attenti ad interloquire con i
reali interessi dei cittadini-utenti, con la loro esigenza di tutela che solo i
professionisti possono garantire. Ci vorrebbe un luogo di confronto e di
ascolto reciproco tra le diverse professioni, una camera di compensazione nella
quale elaborare soluzioni condivise e praticabili. Questa funzione potrebbe e
dovrebbe essere svolta dal Cup, il quale però appare, una volta di più, un
organismo inadeguato a svolgere un ruolo di coordinamento efficace”.
Lo
afferma in una nota il presidente del Consiglio nazionale dei Ragionieri,
“Pur
con le loro peculiarità – sostiene Santorelli – , le nostre cinque realtà,
operanti in una grande, comune area dei servizi professionali, sono unite dalla
necessità di fornire alla collettività assicurazioni e garanzie in termini di
qualità delle prestazioni. D’ora in avanti bisogna evitare scontri come quello
di questi giorni o come quelli, che avevano però natura endocategoriale,
avutisi sull’albo unico dei commercialisti e creare invece un clima di
collaborazione e di rispetto reciproco. Altrimenti si rafforza nell’opinione
pubblica la sensazione che gli Ordini professionali si accapiglino solo per i
difendere i loro interessi corporativi. Non è – prosegue Santorelli – una
questione di immagine, ma di sostanza. Il rispetto e la fiducia nei confronti
del sistema ordinistico cresceranno solo quando esso riuscirà a dimostrare con
i comportamenti quotidiani di essere in grado di anteporre alle proprie pur
legittime istanze quelle della collettività”.
“A
monte – conclude Santorelli- c’è un problema di rappresentanza delle
professioni. Il Cup si è perso in mille rivoli che ormai operano senza
coordinamento e senza strategie condivise e non è riuscito a centrare quello
che doveva essere il suo obiettivo storico: fare delle professioni una parte
sociale ascoltata al pari di sindacati e imprenditori. Deriva anche da questa
sconfitta la debolezza delle professioni nei confronti della politica e dei
suoi progetti di riforma e la fatica con la quale il sistema ordinistico fa fronte
alle accuse di quanti lo definiscono superato ed anacronistico”.