COMUNICATO STAMPA

 

PROFESSIONI

Ragionieri: delega troppo ampia, Ddl Mastella preoccupante

Stralciare dalla riforma le professioni economico - contabili

Fermo no ad equiparazione Ordini – Associazioni

 

 

Roma, 19 aprile 2007 – I ragionieri esprimono la loro forte preoccupazione per una riforma delle professioni affidata allo strumento della delega, specie perché in presenza di principi e criteri direttivi particolarmente ampi e generici.

I ragionieri si dicono inoltre fermamente contrari ad ogni ipotesi di riconoscimento delle associazioni professionali e di loro equiparazione agli Ordini.

Per quanto riguarda le professioni economico-contabili (ragionieri e dottori commercialisti), poi, sottolineano come, dal momento che esse hanno già ricevuto una nuova e completa disciplina – quella che porterà alla nascita, il 1° gennaio 2008, dell’Albo unico dei commercialisti –, ogni progetto di riforma generale può interferire con l’ordinato passaggio al nuovo ordinamento professionale. I ragionieri ritengono quindi che le professioni economiche-contabili vadano stralciate dal Ddl Mastella. 

In ogni caso, i ragionieri suggeriscono di ripristinare la previsione di una commissione mista presso il Ministero della Giustizia, formata da esponenti governativi e rappresentanti dei singoli consigli nazionali dei professionisti, che rediga gli schemi di decreto legislativo da sottoporre al Consiglio dei Ministri per l’approvazione. Ciò per rimediare all’improvvida scelta di emanare decreti legislativi su proposta del Ministero della Giustizia, di concerto con altri Ministeri, senza prevedere un confronto preliminare con le singole professioni oggetto di delega.

 

Sono le principali osservazioni espresse oggi dal Consiglio nazionale dei Ragionieri nel corso di un’audizione tenutasi presso le Commissioni Giustizia ed Attività produttive della Camera.

 

Sulla questione del riconoscimento delle associazioni professionali, i ragionieri motivano la loro contrarietà con l’esigenza di protezione dell’affidamento pubblico. “Queste associazioni – si legge in un documento consegnato alle due commissioni congiunte  - sono del tutto legittime, ma per mantenere un mercato trasparente dei servizi professionali non può crearsi alcuna interferenza con le professioni basate su albi. La più negativa tra le previsioni è quella che permette alle associazioni, senza controlli di sorta, di rilasciare attestati di competenza a singoli professionisti. Non serve affatto distinguere, come prevede il Ddl Mastella, le funzioni degli ordini da quelle delle associazioni. E’ invece di vitale importanza distinguere nettamente professionisti sottoposti al rigido regime degli albi da privati iscritti in associazioni”.

 

Riserve vengono espresse anche sulla previsione di riduzione del numero delle professioni ordinistiche, senza che sia stato individuato un criterio per attuare questo intervento restrittivo e sulla riduzione della durata del tirocinio ad un solo anno.

 

A proposito alla partecipazione di soci di capitale a società tra professionisti, i ragionieri chiedono che essa sia minoritaria, con precise garanzie volte a conservare ai professionisti il controllo societario.

 

 

Sulle tariffe professionali, infine, i ragionieri ritengono che la norma proposta in dal Ddl “pecca nell’eccessivo intento demolitorio del sistema attuale”, andando addirittura oltre il recente decreto Bersani che prevedeva comunque un importante riferimento alle tariffe professionali quali parametro di riferimento per la liquidazione dei compensi da parte del giudice. Nel ddl Mastella, invece, “non vi è alcun riferimento di natura pubblicistica per determinare i compensi del professionista, che rimangono affidati ad una contrattazione totale, e non priva quindi di profili di rischio per la tutela del contraente debole”.

 

 

 

 

 

 

Mauro Parracino

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