COMUNICATO STAMPA

Fisco -  Ragionieri: “Il Governo cambi radicalmente politica”

“La mozione in discussione domani al Senato ultima chance per ricucire il rapporto con il Paese”. Inviato a Governo e Parlamento il documento “Politiche fiscali: un anno di errori”

 

Roma, 25 giugno 2007 – “Il Governo deve cambiare radicalmente la propria politica fiscale. Il primo anno di attività dell’esecutivo è stato in questo ambito costellato da una serie di errori madornali. La protesta generalizzata sugli studi di settore ha dimostrato che una fetta ampiamente maggioritaria del Paese è esasperata come mai era successo prima d’ora. La mozione di maggioranza da domani in discussione al Senato è davvero l’ultima chance per invertire la rotta e tentare di ricucire il rapporto con il Paese”.

E’ quanto afferma in una nota il presidente del Consiglio nazionale dei Ragionieri commercialisti, William Santorelli, che ha oggi inviato ai presidenti delle Camere, Franco Marini e Fausto Bertinotti, al premier Romano Prodi, al ministro Tommaso Padoa Schioppa, al viceministro Vincenzo Visco e ai capigruppo di Camera e Senato un articolato documento di critica alle scelte di politica fiscale operate dall’esecutivo dal luglio 2006 ad oggi. Nel documento i ragionieri “deplorano l’assoluta indifferenza verso il principio di conservazione del sistema tributario, il forte aumento del carico tributario, la violazione dello Statuto del contribuente, le modifiche apportate alla disciplina degli studi di settore e la mancanza di ogni considerazione per il lavoro svolto dai professionisti”.

 

“Il dibattito che si svolgerà in questi giorni nelle aule parlamentari in materia di politica fiscale del Governo rappresenta - secondo Santorelli - un’occasione importante per una concreta inversione di rotta da parte dell’Esecutivo. Non a parole o con promesse, ma con fatti concreti, con norme e disposizioni di legge, nel rispetto dello Statuto del Contribuente”.

I Ragionieri Commercialisti affermano che seguiranno “con attenzione e partecipazione l’evolvere della situazione, attendendo dal Parlamento e dal Governo soluzioni immediate, capaci di dare risposte efficaci alle legittime proteste di tanti cittadini ed anche – perché no - di ricreare quel clima di collaborazione che da sempre ha caratterizzato i rapporti tra la categoria e l’Amministrazione fiscale e che purtroppo gli ultimi eventi hanno gravemente compromesso”.

 

“Il Governo – si legge nel documento inviato a  Governo e Parlamento -  non riesce ad interpretare le aspirazioni dei suoi stessi elettori. Nei sondaggi è sempre più marcata la percentuale degli scontenti. Con la pretesa di procedere alle riforme senza la consultazione delle categorie interessate (solo i sindacati non mancano mai di essere sentiti), in un solo anno l’attuale Governo è riuscito a suscitare sentimenti di mortificazione e di rancore che non hanno precedenti”.

 

“Questo – prosegue il documento - vale per molte categorie di cittadini, ma vale anche per i ragionieri commercialisti che, soprattutto in materia tributaria, hanno visto stravolto il quadro di riferimento normativo, con una profonda revisione delle disposizioni vigenti, spesso con effetto retroattivo. Con la sua politica il Governo è riuscito a mettere in crisi l’assoluta maggioranza degli studi professionali”.  “L’unica risposta a questo stato di cose – conclude il documento - può essere la ferma deplorazione della politica fiscale che questo Governo sta portando avanti. Ormai da troppo tempo”.

 

Mauro Parracino

Ufficio stampa Ragionieri commercialisti

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