COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

Direttiva qualifiche

Ragionieri e Dottori commercialisti:

“Nuovo testo peggiore del precedente”

Permane la grave confusione tra Ordini e Associazioni

Sempre più lontano dal dettato comunitario

 

 

Roma, 25 luglio 2007 - “Il testo emendato del decreto legislativo relativo alle qualifiche professionali, il cui contenuto è stato anticipato oggi da un organo di stampa, è se possibile peggiore del precedente. Da un lato rischia di accrescere ulteriormente la confusione fra Ordini e Associazioni. Dall’altro sembra discostarsi ancor di più dal dettato comunitario. Resta forte la sensazione che si voglia usare questo testo per avviare surrettiziamente un processo di riconoscimento delle Associazioni. Ci auguriamo vivamente che il Consiglio dei ministri non avalli questa operazione. In ogni caso, ad essa ci opporremmo con ogni mezzo”.

 

E’ quanto affermano in una nota congiunta i presidenti del Consiglio nazionale dei ragionieri, William Santorelli, e del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, Antonio Tamborrino.

 

Secondo Santorelli e Tamborrino anche il nuovo testo, come la bozza precedente, tende ad equiparare, di fatto, Ordini e Associazioni. I due presidenti sostengono che “seppur l’art. 25 della bozza di decreto legislativo non preveda più l’istituzione dell’elenco, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, delle associazioni di professionisti che esercitano professioni non regolamentate e delle associazioni di professionisti che esercitano professioni regolamentate per le quali non siano costituiti Ordini e Collegi, esso sembra porre ancora sullo stesso piano ordini ed associazioni di categoria rappresentative a livello nazionale”.

 

“Entrando nello specifico della professione contabile – proseguono Santorelli e Tamborrino -  nel nuovo testo nulla sembra escludere che nella definizione delle piattaforme delle professioni contabili possano essere sentiti tanto il futuro Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, quanto le associazioni non riconosciute. Il comma 3 dell’art. 25 infatti si preoccupa di definire solo i criteri per la valutazione della rappresentatività a livello nazionale delle associazioni, senza preoccuparsi di escludere quelle Associazioni che potrebbero sovrapporsi agli Ordini”.

 

Ragionieri e dottori commercialisti criticano poi la nuova formulazione del disegno di legge anche laddove, discostandosi dal dettato dell’art. 15, comma 2 della direttiva comunitaria, ridimensiona il ruolo degli ordini e dei collegi, che non potranno più concorrere direttamente alla stesura delle piattaforme comuni, ma avranno un ruolo solo consultivo.

 

Il nuovo comma 2 dell’art. 25 della bozza di decreto legislativo, opera una distinzione fra il caso in cui le piattaforme comunioni siano elaborate “da altri Stati membri”, ed il caso in cui “a livello europeo deve essere espressa la posizione italiana in materia di piattaforme comune”.

 

“Questa distinzione”, affermano Santorelli e Tamborrino, “è scorretta sul piano giuridico considerato che, ai sensi dell’art. 15, par. 1 della direttiva, le piattaforme sono elaborate congiuntamente da “almeno 2/3 degli Stati membri, inclusi tutti gli Stati membri che regolamentano la professione. Un ulteriore elemento che rende questo testo sbagliato e inaccettabile”.

 

 

 

Mauro Parracino, ufficio stampa Consiglio nazionale ragionieri commercialisti – 334.3837514

Fabio Pisani, ufficio stampa Consiglio nazionale dottori commercialisti – 337.754909