COMUNICATO STAMPA
Statuto dei diritti
del contribuente.
Moretti (ragionieri
commercialisti): “La violazione dello Statuto produce danni economici e alla
collettività”.
La normativa deve essere stabile per
un’effettiva tutela del contribuente e dei diritti che l’ordinamento pone a
garanzia dell’integrità patrimoniale.
Roma, 5 luglio 2007 – “La continua violazione dello
Statuto del contribuente ha prodotto un danno all’interesse della collettività
con gravi ripercussioni anche di tipo economico. Il rispetto dei principi della
Legge 212/00 sin dalla fase della produzione normativa, invece, potrebbe
contribuire a rendere più collaborativo il rapporto fisco-contribuente nonché a
ridurre il livello di evasione. Una normativa stabile e la corretta conoscenza della
stessa da parte dei destinatari costituisce il presupposto necessario per
un’effettiva tutela del contribuente e dei diritti che l’ordinamento pone a
garanzia dell’integrità patrimoniale”.
E’ quanto ha affermato
“Come rilevato nella relazione della Corte dei Conti è
costante la violazione sia da parte del legislatore, sia da parte dell’Agenzia delle
entrate dei principi contenuti nello Statuto. Basti pensare alle modifiche
normative introdotte con decreto legge o sostituite da comunicati stampa che,
in molti casi, anticipano la pubblicazione in Gazzetta dei relativi
provvedimenti normativi. Tra le altre violazioni non possono sfuggire quelle
che comportano un’indebita retroattività delle norme tributarie, quelle che
mascherano norme nella sostanza interpretative, nonché la reiterata violazione
dei principi di chiarezza e trasparenza imposti alle disposizioni tributarie
dallo Statuto”
“Ma la violazione dei principi dello Statuto è evidente”,
continua Moretti “anche nel mancato rispetto dei principi dell’effettiva
conoscenza degli atti di accertamento da parte del contribuente-destinatario,
nella scarsa chiarezza del loro contenuto e nella mancata partecipazione al
procedimento, in particolare nel caso d’iscrizioni a ruolo derivanti dalla
liquidazione dei tributi risultanti da dichiarazioni. Molte speranze erano
state altresì riposte con l’introduzione dell’istituto della compensazione
anche in ambito fiscale. A 7 anni dallo Statuto non sono ancora stati emanati i
previsti regolamenti che ne consentirebbero l’attuazione come strumento
generalizzato di estinzione dell’obbligazione tributaria”.
Ufficio stampa
Ragionieri commercialisti
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