COMUNICATO STAMPA

 

Storia – “Liber viridis rationum curie domine”, da un registro contabile quattrocentesco usi e costumi della signoria di Pandolfo III, signore di Fano, Bergamo e Brescia

Domani a Urbino la presentazione del volume contenente la trascrizione di uno dei 113 codici malatestiani conservati presso l’Archivio di Stato di Fano. La studio dell’Ateneo urbinate patrocinato dal Consiglio nazionale dei Ragionieri.

 

Urbino, 12 settembre 2007 - Sarà presentato domani, alle ore 10.00, presso l’Aula Magna della Facoltà di Economia dell’Università di Urbino “Carlo Bo”, il volume “Liber viridis rationum curie domini – un registro contabile della cancelleria di Pandolfo III Malatesti”. Il volume contiene la trascrizione e lo studio analitico di uno dei 113 Codici Malatestiani - il numero 43 - conservati presso l’Archivio di Stato di Fano, risalenti ai primi decenni del Quattrocento. Se si esclude il regesto completo dei codici curato nel 1888 da Aurelio Zonghi, è questa la prima volta che un codice malatestiano viene trascritto integralmente. L’opera costituisce un prezioso contributo alla Storia della ragioneria e, più in generale, alla ricostruzione degli usi e dei costumi della signoria pandolfesca. Una vicenda storica, quella di Pandolfo III, estremamente significativa nell’ambito del panorama signorile italiano sulla quale permangono, tuttavia, alcune zone d’ombra.

Il volume, la cui pubblicazione è stata patrocinata dal Consiglio nazionale dei ragionieri, è curato da due docenti dell’Università di Urbino. Nel suo contributo, Anna Falcioni, docente presso la facoltà di Lettere e Filosofia, che ha trascritto il codice, compie un’analisi storica che consente di inquadrare l’epoca della signoria di Pandolfo III, che si estendeva, oltre che su Fano, anche su Bergamo e Brescia. Proprio al periodo bresciano il codice 43 qui trascritto è relativo. Dallo studio del codice emerge il vivace fervore che interessò la città lombarda nel breve periodo di vita della corte malatestiana (1404 – 1421).

Massimo Ciambotti, docente presso la facoltà di Economia, si sofferma sui contenuti del registro, tenuto con metodo tabulare di tipo lombardo, e sugli aspetti metodologici delle rilevazioni contabili. La rilevanza dei Codici malatestiani per la storia della ragioneria è stata riconosciuta solo nel 2002 da Carlo Antinori, l’insigne studioso della materia scomparso nel 2006, alla cui memoria il volume è dedicato. Un ulteriore contributo alla storia della ragioneria potrà venire, secondo Ciambotti, dall’ampliamento delle trascrizioni e degli studi anche sugli altri registri conservati a Fano.

Alla presentazione parteciperà Giovanni Bogliolo, magnifico rettore dell’Ateneo urbinate. Dopo di lui interverranno Giancarlo Ferrero, preside della Facoltà di Economia e Gino Tarozzi, preside della Facoltà di Lettere e Filosofia. Enrico Cavalieri, vicepresidente della Società italiana di Storia della ragioneria, introdurrà le relazioni dei due autori, Anna Falcioni e Massimo Ciambotti. Le conclusioni sono affidate a Wiliam Santorelli, presidente del Consiglio nazionale dei Ragionieri.

 

 

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mercoledì 19 settembre 2007

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