COMUNICATO STAMPA

 

Consulta permanente, Ragionieri commercialisti:

“Subito cabina di regia ristretta, no ad organismo elefantiaco”

 

Roma, 16 gennaio 2007 -  La Consulta permanente istituita nei giorni scorsi dal Governo sulle materie fiscali rischia di trasformarsi in un organismo “elefantiaco” e quindi “potenzialmente inefficace per la soluzione della grande quantità di problematiche sul tappeto”. Per questo motivo c’è bisogno di una “cabina di regia ristretta” che sia “il motore della Consulta e che stili subito l’agenda dei lavori”.

 

E’ la richiesta formulata in una nota dal presidente del Consiglio nazionale dei Ragionieri commercialisti, William Santorelli, il quale afferma che di questa stessa cabina di regia dovrebbero “naturalmente far parte ragionieri e dottori commercialisti, i quali negli ultimi mesi sono stati i veri fautori di questa Consulta e che, per il lavoro che svolgono quotidianamente nella loro attività professionale, spesso quali intermediari dell’amministrazione finanziaria, hanno più di altri voce in capitolo sui temi che saranno affrontati”.

 

“La nascita della Consulta permanente – afferma Santorelli – è una vittoria per i commercialisti la cui istituzione avevano richiesto per mesi ed è anche un segnale di disponibilità al dialogo del viceministro Vincenzo Visco, che ha rispettato un impegno preso ufficialmente nel corso del congresso unitario dei Ragionieri e dei Dottori commercialisti dello scorso novembre”.

 

“Purtroppo, però – prosegue Santorelli – il decreto istituivo della Consulta, aperta ad un numero a nostro avviso troppo elevato di interlocutori, ci fa temere che essa finisca per avere dimensioni “elefantiache” e un’organizzazione macchinosa che potrebbe renderla poco incisiva, come purtroppo si è già verificato con tanti organismi simili”.

 

“Se questo nostro timore trovasse conferma  - conclude Santorelli – sarebbe un vero peccato, perché andrebbe sprecata la prima concreta opportunità di pervenire a soluzioni condivise tra amministrazione finanziaria e professionisti economici, cui sarebbe ancora una volta negata la reale possibilità di fornire il loro competente contributo nella definizione delle scelte di politica fiscale, di cui sono troppo spesso vittime”.