Abolire l’Irap per i professionisti. E’ quanto chiede Il Consiglio Nazionale dei Ragionieri commercialisti, secondo il quale la sentenza dei giorni scorsi con la quale la Corte di Giustizia europea ha confermato la compatibilità del tributo con l’ordinamento comunitario, lascia comunque irrisolto il nodo della sua applicabilità a professionisti e lavoratori autonomi privi di organizzazione.
“Dal momento che il Governo si predispone a presentare un disegno di legge di delega per il riordino del sistema tributario”, afferma in una nota Paolo Moretti, consigliere nazionale dei Ragionieri con delega alla fiscalità, “ci auguriamo che in tale ambito siano previsti interventi per un programma di graduale eliminazione dell’Irap. In attesa di ciò, sarebbe comunque urgente disporre, con effetto immediato, la disapplicazione del tributo ai professionisti privi di autonoma organizzazione.
Si eliminerebbe così l’ampio contenzioso in atto sul punto e si porrebbe fine all’inaccettabile onere imposto ai professionisti, nonostante che i proventi della loro attività siano in misura assolutamente prevalente originati dal solo loro lavoro”.
In merito alla sentenza della Corte di Giustizia, Moretti afferma anche che con essa “si è finalmente fatta certezza su una questione che ha creato molte aspettative nei contribuenti e si è superato il rischio di produrre un’ingente mancanza di gettito per le casse dell’erario, che avrebbe inevitabilmente comportato misure compensative.
Ma sull’Irap”, prosegue Moretti, “permangono le nostre forti critiche, per le sue caratteristiche e per le sue modalità di applicazione che, per valutazione unanime degli operatori e degli studiosi, ne fanno un tributo odioso. Si ripropone pertanto la esigenza da lungo tempo prospettata di procedere progressivamente alla sua eliminazione”.
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